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venerdì 31 marzo 2017

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mercoledì 21 maggio 2014

Tibet - I Luoghi della Spiritualità

A volte, nella vita, capita di sentire la necessità di allontanarsi dalla routine e dalla monotonia in cui la quotidianità spesso ci costringe.
Molti decidono dunque di ritrovare se stessi: alcuni magari si lasciano avvolgere dalla bellezza della natura; altri preferiscono invece immergersi nella completa solitudine o in letture impegnate, e poi c’è chi preferisce farlo con un viaggio, magari anche a migliaia di chilometri di distanza.
Per caso vi riconoscete? :)

Per chi ama viaggiare, e si emoziona davanti a itinerari mozzafiato, in questo articolo vi proponiamo 5 mete tibetane che potrebbero stimolare la vostra sete di spiritualità.

La spiritualità dei Tibetani


La maggior parte dei luoghi di culto del Tibet si trovano in particolari luoghi, considerati di buon auspicio e aventi una forza spirituale molto potente. Questa grande energia pare possa essere determinata dalla presenza di entità elette, oppure dal semplice soggiorno di coloro che abbiano raggiunto una notevole elevazione spirituale.

È il motivo per cui, in prossimità di questi luoghi, potreste ritrovarvi in mezzo a fiumi di pellegrini dediti nella circumambulazione: giri continui attorno ai luoghi di culto, recitando i mantra. Alcuni accompagnano il loro moto, generalmente in senso orario, impugnando un piccolo cilindro che volteggia centinai di volte durante il cammino compiuto.

Se vi capita poi di imbattervi in nativi intenti ad arrampicarsi su alte cime per appendere una lunga fila di bandierine, non impressionatevi: è un segno di buon auspicio, e di sicuro vi trovate in un territorio fortemente sacro. Si tratta di preghiere issate al cielo, a contatto con gli elementi che raffigurano.


Luoghi della Spiritualità


Palazzo del Potala, Lhasa

Solenne e misterioso, il Palazzo del Potala può essere definito come l’emblema di Lhasa, la capitale del Tibet. In esso si concentrano la ricchezza spirituale e materiale dell’intera nazione. Ambienti cupi, anneriti dal fumo delle candele al burro di yak, ospitano pellegrini alla ricerca di una pace interiore in questa o in un’altra vita. Qui, un cammino estenuante scandisce le loro giornate fra sale e cappelle, lungo percorsi battuti ogni giorno da migliaia di persone, desiderose di lasciare un’offerta in denaro, che infilano in ogni pertugio: in qualsiasi fessura tra le statue, nelle pieghe degli abiti che le avvolgono, sotto le candele.

Barkhor

È uno dei più importanti circuiti di pellegrinaggio. Affascinante e unica, la zona del Barkhor colpisce per la disinvoltura con cui innumerevoli pellegrini camminano accanto a monaci in preghiera, prostrati o a gambe incrociate mentre, con una ciotola per le elemosine davanti, recitano i loro mantra. Qui, la pratica della preghiera assume delle caratteristiche estreme: donne e uomini, di qualsiasi età e prestanza fisica, si infliggono la pena di prostrarsi centinaia di volte ai piedi dello Jokhang.


Jokhang

Edificio sacro più venerato del Tibet. Vi stupirete per la lunga fila di pellegrini in attesa di entrare all’interno del monastero. Un mormorio sommesso cantilenante a scandire i passi; l’odore intenso del burro di yak che pervade gli spazi.
Un piccolo dettaglio: all’interno delle cappelle non è permesso scattare delle foto…a meno che siate disposti a pagare!


Monastero del Taschilhunpo

“Taschilhunpo” o  “cumulo di gloria”. È il più grande monastero buddista Gelugpa tibetano, che vi consigliamo di visitare in occasione della Festa del Buddha al Sole, che si festeggia ogni anno dal giorno 14 al giorno 16 del quinto mese del calendario tibetano (a luglio e agosto sul calendario gregoriano). Durante la festa, vengono esposti i tre Buddha: il Buddha che rappresenta il passato, il il Buddha che rappresenta il presente, e quello che rappresenta il futuro.


Lago di Yamdrok

Uno dei laghi sacri più famosi nel Tibet. Rappresenta la divinità femminile del Buddismo, e i  pellegrini giungono per camminare lungo le sue rive e ottenere protezione; alcuni percorrono addirittura chilometri a piedi, inginocchiandosi ogni tre passi.
Il lago si estende per 678 chilometri quadrati a circa 4.441 metri di altitudine. Si distingue per le sue acque scintillanti, di un turchese intenso, che impressionano per i colori forti, gli occhi di qualsiasi visitatore.

Cosa ne pensate? Avete voglia di emozionarvi davanti a questi scenari?
Le nostre offerte in Tibet per i vostri Luoghi della Spiritualità

sabato 3 maggio 2014

Un Viaggio senza confini - L' Everest

Le scalate del Monte Everest

Qomolangma – Dea Madre dell’Universo. È l’Everest, la vetta più alta al mondo con i suoi 8848 mt e oltre. Situato sul confine fra il Nepal e la Cina, l’Everest rientra nella catena montuosa dell’Himalaya…ed è una delle mete più ambite tra i viaggiatori appassionati di trekking e di avventure estreme!

Avete idea di quante persone abbiano preso coraggio e si siano cimentate nell’impresa?
La cronologia delle scalate è di fatto un intreccio di storie avventurose, rocambolesche e bizzarre, che tra i protagonisti vanta audaci personalità tra cui improbabili e improvvisati aviatori alpinisti o addirittura arditi apicoltori alla ricerca di emozioni forti.

Le prime esplorazioni risalgono intorno agli anni ’20 e furono di origine britannica. Tra i primi e i più famosi tentativi di scalata si ricorda quello di Mallory e Irvine, i quali furono avvistati per l’ultima volta a 7.800 mt. Secondo alcune teorie, i due avrebbero raggiunto la cima già diversi anni prima di Hillary e Norgay, ma la sorte di questi due avventurieri mantiene tuttora un certo alone di mistero.

Una delle avventure più memorabili è di certo quella di Edmund Wilson, il quale fu mosso dall’idea visionaria di raggiungere la vetta dell’Everest con il suo Gypsy Moth, un piccolo velivolo a elica, contando tra l’altro su scarse abilità di pilotaggio. L’ardua impresa fu ostacolata dalla confisca del suo aereo da parte delle autorità britanniche, ma lui non si diede per vinto! Si ingegnò ancora per portare a termine la sua impresa e, adottando altre strategie, tentò di raggiungere in solitaria la vetta partendo da Rongphu. Il suo corpo e suoi diari furono purtroppo ritrovati in seguito, a circa 6.400 mt di quota.

La prima spedizione che culminò con un grande successo fu organizzata dal versante nepalese dall’apicoltore Hillary e dal giovane sherpa Norgay, i quali raggiunsero la cima alle 11.30 del mattino, il 29 maggio del 1953.

Negli anni a seguire, molti altri scalatori hanno tentato di raggiungere la famigerata vetta: la prima donna fu la giapponese Junko Tabei nel ’75, il più giovane fu invece il californiano Jordan Romero all’età di soli 13 anni; il più anziano, infine, il nepalese Min Bahadur Sherchan all’età di 76 anni.


E voi? Avete voglia di vivere un’esperienza unica? Noi vi incoraggiamo anche con qualche offerta!:)